Placca e tartaro

Se non si provvede in maniera adeguata alla propria igiene orale, si forma la placca batterica che è costituita per il 90% da un deposito di cellule batteriche strettamente unite alla superficie del dente e per il 10% da materiale organico, tra cui carboidrati, proteine, cellule ematiche, derivati della saliva e residui alimentari.

Con il trascorrere del tempo, la placca batterica si calcifica e diventa tartaro.

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La placca batterica può essere evidenziata da una soluzione rivelatrice ed è localizzata soprattutto su i colletti dei denti e negli spazi interdentali.

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Il tartaro aderisce fortemente alla superficie dentale e a differenza della placca può essere rimosso solo dal dentista nella maniera meno invasiva possibile.

La rimozione della placca e del tartaro deve essere effettuata da mani esperte.

Lo Studio Dentistico Giglio considera anche questo trattamento importante nel rapporto medico paziente, perché spesso persone timorose tornano dall’odontoiatra proprio per la pulizia dei denti, dopo una lunga assenza dallo studio dentistico. La rimozione del tartaro diventa quindi anche un modo per mettere alla prova le capacità “umane” del Medico Odontoiatra di stabilire un rapporto col paziente e, magari, anche per tentare di combattere la “paure del dentista”. Per questo motivo, se non si conosce il paziente, è necessario dedicare anche a questa prestazione  la giusta attenzione e professionalità.

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Una tecnica di rimozione del tartaro è l’uso della curette.

L’uso della curette, che è uno strumento tagliente, deve essere operato solo da mani veramente esperte, poiché effettua la levigatura delle radici asportando il cemento rammollito e necrotico, insieme al tartaro ed alle tossine batteriche. Lo scopo di questo trattamento, che quando è necessario viene integrato con la ablazione, è quello di liberare la superficie dentale dall’accumulo di placca e tartaro che determinano l’insorgenza di carie e malattia parodontale e ne sostengono la progressione.

Il Medico Odontoiatra è in grado di rimuovere meccanicamente il tartaro e la placca sopra e sotto gengivali mediante lo scaling utilizzando con competenza gli ablatori a falce, a scalpello, a zappetta, e curette, inoltre esegue la levigatura delle radici asportando il cemento rammollito e necrotico, il tartaro con le endotossine batteriche.

L’igiene orale deve però continuare a casa con l’ausilio, oltre che dello spazzolino e del dentifricio, anche di colluttorio, filo interdentale idropulsore.

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